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Associazione Nazionale Counselor Relazionali

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Ad inizio della XVI legislatura, maggio 2008, la Camera ha avviato l'esame di una serie di proposte di Legge, tutte d'iniziativa parlamentare, volte ad una complessiva riforma dell'ordinamento sia delle "professioni regolamentate" sia delle "professioni non regolamentate". Le prime sono essenzialmente le professioni strutturate in ordini professionali e caratterizzate dalla presenza di preminenti interessi pubblici; le seconde, organizzate in strutture associative, sono invece le professioni alle quali non viene riconosciuto lo stesso rilievo delle professioni regolamentate, ma che sono comunque assoggettate, attraverso un apposito registro tenuto dal Ministro della Giustizia, alla vigilanza governativa.

Nel gennaio 2009 l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha concluso un'indagine conoscitiva dei diversi ordini professionali, rilevando una certa resistenza da parte dei medesimi all'attuazione dei principi concorrenziali in materia di servizi professionali contenuti nella Riforma Bersani ( D.L. n.223/2006, convertito dalla L. n.248/2006). L'Autorità Antitrust si è in particolare soffermata sul mancato adeguamento dei codici deontologici a tali principi, sulla questione dell'abolizione dei minimi tariffari, sui temi dell'accesso alle professioni e della formazione dei professionisti, sulla costituzione di società multidisciplinari.

L'art.3 del D.L. 13.08.2011 n.138 convertito in L. del 14.09.2011 n.148, introduce l'abrogazione delle indebite restrizioni all'accesso ed all'esercizio delle professioni e delle attività economiche. Qui si prevedono una serie di novità, in particolare, il legislatore si preoccupa di stabilire nuove regole per l'accesso alla professione, rivede il ruolo degli Ordini professionali ed introduce nuovi obblighi in materia di formazione, di copertura dei rischi professionali, di tirocinio e di contrasto all'evasione fiscale introducendo esplicitamente una precisazione al principio costituzionale della libertà dell'iniziativa economica (Art.41 Costituzione) ovvero che è permesso tutto ciò che non è espressamente vietato dalla Legge, seppur in alcuni specifici casi.

Potremmo considerare questo un percorso impegnativo del Legislatore, che negli anni ha coinvolto la Suprema Corte e la Corte di Cassazione, soprattutto relativamente all'annoso problema dell'esercizio abusivo della professione allorquando la Legge professionale non individua atti tipici e riservati o dà, di questi, riferimenti troppo vaghi o generici. L'evoluzione costante della società ha permesso, ed ha richiesto tal volta, lo svilupparsi di nuove, diverse e specifiche professionalità, non ancora riconosciute dal Legislatore, non per questo solo ed automaticamente indicative e sintomatiche di un esercizio abusivo di una professione altra.

La Legge di Stabilità 2012 (L. n.183/2011) ha previsto la delegificazione degli ordinamenti professionali, che il Governo dovrà realizzare nel rispetto di principi (già indicati dal D.L. n.138/2011, convertito dalla L. n.148/2011). La Camera si stava già occupando della riforma dell'ordinamento delle professioni intellettuali in generale e di riforma della professione forense in particolare. Con il D.Lgs. n.59/2010, attuativo della direttiva "servizi", sono state introdotte disposizioni volte a facilitare la libera circolazione anche dei servizi forniti dai professionisti.

In una prima fase dell'iter, i due aspetti sono stati trattati congiuntamente; successivamente, le Commissioni competenti (Giustizia ed Attività Produttive) hanno deciso di separare i procedimenti legislativi relativi alla riforma delle professioni regolamentate e di quelle non regolamentate( seduta del 23 giugno 2010 ).

Con specifico riferimento alle professioni regolamentate, i provvedimenti sopra richiamati: ne disciplinano l'organizzazione in ordini professionali, prevedono l'articolazione di questi ultimi nel Consiglio nazionale e negli ordini territoriali e intervengono sulle funzioni e sulle modalità di elezione del consiglio nazionale; qualificano come libero l'accesso alla professione e, in alcune ipotesi, ammettono che il legislatore ponga vincoli di predeterminazione numerica; intervengono sulla disciplina dell'esame di Stato, nonché sulla disciplina del percorso formativo e delle modalità del tirocinio, rinviando la disciplina dettagliata di tali ultimi aspetti alla successiva attività normativa del Governo o agli ordinamenti di categoria; disciplinano i profili deontologici e di responsabilità disciplinare dei professionisti, prevedendo in particolare l'adozione del codice deontologico e delineando il quadro delle sanzioni disciplinari applicabili; intervengono secondo modalità tra loro divergenti sul tema del regime tariffario; prescrivono ai professionisti l'assicurazione obbligatoria per la responsabilità professionale; confermano che l'esercizio professionale possa formare oggetto di pubblicità informativa; prevedono che l'attività professionale possa essere svolta sia in forma societaria che in forma associata, dettando una disciplina dettagliata delle società tra professionisti.

Relativamente invece alle professioni non regolamentate, tali provvedimenti: introducono il principio del libero esercizio della professione, consentendo al professionista di scegliere la forma in cui esercitare la propria professione (in forma individuale ovvero associata o societaria); disciplinano la procedura di riconoscimento delle professioni non regolamentate, precisando che comunque il riconoscimento non costituisce motivo di riserva della professione; disciplinano le associazioni professionali garantendone la libertà di costituzione, prevedendo altresì la possibilità di riconoscimento delle associazioni in possesso di determinati requisiti; vietano alle associazioni di adottare e usare denominazioni professionali relative a professioni organizzate in ordini o collegi; prevedono l'istituzione del Registro delle associazioni professionali presso il Ministero della Giustizia, precisando che in caso di irregolarità nell'operato delle stesse associazioni o di perdita dei requisiti necessari viene disposta la loro cancellazione dal Registro; dispongono l'istituzione dell'attestato di competenza, che però non è requisito vincolante ai fini dell'esercizio della professione; recano inoltre deleghe per la disciplina delle forme di tutela previdenziale dei soggetti che esercitano le professioni in oggetto.

Fonti:

L. 23.11.1939 n.1815 (abrogata)

D. Lgs. 09.11.2007 n.206

D.M. 28.04.2008

D. Lgs. 26.03.2010 n.59 - in attuazione della Direttiva 2006/123/CE

D.L. 06.07.2011 n.98 - convertito in L. 15.07.2011 n.111

D.L. 13.08.2011 n.138 - convertito in L. 14.09.2011 n.148

L. 12.11.2011 n.183

D.L. 06.12.2011 n.201 - convertito in L. 22.12.2011 n.214


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