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A.N.Co.Re.

Associazione Nazionale Counselor Relazionali

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Il Notiziario del dott. Fabio Romeo

2015

Premessa – Sono sempre di più gli ordini professionali che consigliano i propri iscritti e i giovani liberi professionisti ad aprire la partita Iva entro la fine dell’anno al fine di fruire ancora del regime dei minimi con imposta sostituiva del 5% al posto del nuovo regime forfettario con imposta più alta al 15%. 

Fine anno – È ormai partito il conto alla rovescia dei giorni che mancano alla fine dell’anno e sempre di più sono gli aspiranti professionisti o piccoli imprenditori alla prese con il dubbio se aprire la partita Iva entro la fine dell’anno o aspettare l’anno prossimo. 

Regimi a confronto – Come ormai noto infatti, qualora il contribuente decida di “avviare” l’attività entro la fine dell’anno potrà fruire ancora del regime dei minimi per il 2014 e altri quattro anni o meglio ancora fino al compimento del trentacinquesimo anno di età. Tale regime presenta un “onere fiscale” più basso rispetto al nuovo regime forfettario che entrerà in vigore il 1° gennaio 2015 (imposta sostitutiva al 5% invece che al 15%), parzialmente compensato dalla riduzione di un terzo del reddito per le start up. Tale reddito oltretutto, mentre nel regime dei minimi è calcolato analiticamente dai ricavi meno costi nel nuovo regime forfettario è dato “induttivamente” dall’applicazione di percentuali di redditività sui ricavi che variano sulla base dell’attività esercitata. Infine il limite dei ricavi che nel regime dei minimi è fisso a 30.000 nel nuovo regime forfettario varia al mutare dell’attività esercitata. 

Professionisti – Tra le categorie che hanno sollevato più critiche al nuovo regime in corso di introduzione figurano i professionisti. Infatti per tali contribuenti il limite dei ricavi è fisso a 15.000 €, tetto giudicato troppo basso. Fatturare infatti 1.250 euro mensili è stato ritenuto dalla maggioranza della ordini troppo poco per poter essere adeguato alla realtà di un professionista in fase di avvio. Inoltre tali soggetti presentano un coefficiente di redditività pari al 78%. 

Esempio - Ad esempio consideriamo un professionista con compensi pari a 14.000, spese 1.000 e contributi previdenziali 2.000. Nel regime dei minimi il reddito sarebbe pari 11.000 (14.000 - 1.000 - 2.000) e l’imposta sostituiva 550 (11.000 X 5%). Con il nuovo regime forfettario (ipotizziamo per semplicità di calcolo che non si tratti di start up) il reddito diventerebbe 8.920 (14.000 x 78% - 2.000) ma l’imposta sostituiva 1.338 (8.920 X 15%). 

Apertura partita Iva – Al riguardo ricordiamo che per l’apertura della partita Iva è necessario presentare all’Agenzia delle Entrate il modello di inizio attività (il modello AA9) optando per il regime agevolato barrando la casella del “Regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità previsto dall’articolo 27, commi 1 e 2, del Dl 6 luglio 2011 n. 98”.

2014

Sono detraibili  gli incontri di Counseling non psicologico?

Molti colleghi ci chiedono se le spese per il Counseling possono essere scaricate dai loro clienti tra le spese mediche. Il Counseling non è una prestazione sanitaria, pertanto non può essere una spesa detraibile. Abbiamo posto un quesito all'Agenzia delle Entrate, attraverso il nostro consulente fiscale, questa la risposta:

"Agenzia delle Entrate-Risposta a SMS n.17588151- Le prestazioni sanitarie detraibili sono quelle rese dalle figure professionali individuate dall'art. 3 del D.M. e, in via generale, da personale abilitato dalla autorità competenti in materia sanitaria, tra cui non è ricompreso il counselor."

Chi ha l'obbligo dello spesometro?

Lo Spesomentro, prevede l’obbligo di comunicazione, all’Agenzia delle Entrate, di tutte le operazioni rilevanti ai fini d’Iva effettuate dal 1° Gennaio 2012 al 31 dicembre 2012, entro il 31 Gennaio 2014. Le operazioni rilevanti ai fini IVA effettuate invece nel 2013, dovranno essere comunicate con lo Spesometro 2014 entro il 10 aprile o 20 aprile 2014, a seconda che si tratti o meno di contribuenti con liquidazione Iva mensile o annuale. I soggetti che hanno l’obbligo sono:...

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Chi deve dotarsi della PEC

L’obbligo di dotarsi di una casella elettronica di posta certificata , PEC, è stabilito dal DL 18 ottobre 2012 , n. 179, coordinato con la L. di conversione n 221 del 17/12/2012. Tale obbligo riguarda le ditte iscritte al registro d'impresa e gli iscritti agli ordini  o collegi professionali. I professionisti senza cassa ( ordine professionale) e non iscritti al registro di imprese (camera di commercio) non ne hanno l'obbligo. Pertanto i Counselor non hanno l’obbligo di fornirsi di PEC, salvo che non siano registrati alla Camera di Commercio come impresa...

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L'aumento dell'IVA al 22%

Con il passaggio dell’iva dal 21% al 22%, la prestazioni dovranno essere fatturate con la nuova aliquota, qualora il professionista sia un contribuente soggetto ad IVA. Per quanto concerne le prestazioni effettuate tra settembre e ottobre è importante il momento dell’emissione della fattura e la ricezione del denaro... 

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Quali professioni sono esenti dall'imposta sul valore aggiunto?

Secondo il Decreto 21 gennaio 1994 - G.U. 2 febbraio 1994, n. 26, sono esenti dall'imposta sul valore aggiunto le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona dagli esercenti le professioni e arti sanitarie soggette a vigilanza ai sensi dell'art. 99 del testo unico delle leggi sanitarie, nonché' dagli esercenti le seguenti professioni sanitarie:

  • biologo;
  • psicologo;
  • terapista della riabilitazione;
  • ortottista;
  • logopedista;
  • massaggiatore e massofisioterapista diplomato;
  • podologo

Le prestazioni dei professionisti di cui alle lettere c), d), e), f) e g) e precedente comma sono esenti dall'IVA solo se erogate su prescrizioni mediche.

Nota sul soggetto d'IVA
Il libero professionista (ed e' tale proprio perché svolge la sua indipendente libera professione abitualmente - vedere art. 49 T.U. delle imposte dirette - anche se non esclusivamente quella cui e' abilitato in forza del suo titolo accademico e della sua iscrizione all'Albo) è un lavoratore autonomo soggetto d'IVA a tutti gli effetti. Infatti e' obbligatorio richiedere la partita IVA, a tenere registri e contabilità ed a compiere tutte quelle formalità indicate negli artt. 16335 del D.P.R. 633/1972, fra cui l'emissione di fatture. Il libero professionista, quindi, che abitualmente esercita la sua indipendente libera professione oltre che ad essere iscritto all'Albo deve essere in possesso della Partita IVA

Qual è la normativa di riferimento?

Il Decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 "Istituzione e disciplina dell'imposta sul valore aggiunto"

Nota bene: la norma ha subito negli anni numerose e continue modificazioni, si riporta il testo vigente

Titolo I
Art. 1
Operazioni imponibili.

1. L'imposta sul valore aggiunto si applica sulle cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nel territorio dello Stato nell'esercizio di imprese o nell'esercizio di arti e professioni e sulle importazioni da chiunque effettuate.

(omissis)

Art. 10
Operazioni esenti dall'imposta

1. Sono esenti dall'imposta:
...

18) le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona nell'esercizio delle professioni e arti sanitarie soggette a vigilanza, ai sensi dell'articolo 99 del testo unico delle leggi sanitarie, approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, e successive modificazioni, ovvero individuate con decreto del Ministro della sanità, di concerto con il Ministro delle finanze;

19) le prestazioni di ricovero e cura rese da enti ospedalieri o da cliniche e case di cura convenzionate nonché da società di mutuo soccorso con personalità giuridica e da ONLUS, compresa la somministrazione di medicinali, presìdi sanitari e vitto, nonché le prestazioni di cura rese da stabilimenti termali;

20) le prestazioni educative dell'infanzia e della gioventù e quelle didattiche di ogni genere, anche per la formazione, l'aggiornamento, la riqualificazione e riconversione professionale, rese da istituti o scuole riconosciuti da pubbliche amministrazioni e da ONLUS, comprese le prestazioni relative all'alloggio, al vitto e alla fornitura di libri e materiali didattici, ancorché fornite da istituzioni, collegi o pensioni annessi, dipendenti o funzionalmente collegati, nonché le lezioni relative a materie scolastiche e universitarie impartite da insegnanti a titolo personale;


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