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A.N.Co.Re.

Associazione Nazionale Counselor Relazionali

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Il prossimo convegno A.N.Co.Re. Creatività ed espressività

L’ Associazione Nazionale Counselor Relazionali A.N.Co.Re è

Che cos'è il Counseling relazionale
Il Counseling Relazionale…



A.N.Co.Re. è un'associazione professionale di categoria,



A.N.Co.Re. è un'associazione professionale che ha tra i…

Si è concluso da poco più di un mese ormai il 6° Convegno dell’Associazione Nazionale Counselor Relazionali (A.N.Co.Re.) tenutosi a Roma dal titolo Creatività ed espressività nella professione”, fortemente voluto dal presidente di A.N.Co.Re., Immacolata Bruzzese e da tutto il direttivo nelle persone di Annaguya Fanfani, Alessandra Patti, Serafina Fusco e Franco Prestipino.

Due giornate intense di riflessione e formazione rese possibili grazie alla partecipazione del presidente dello IAC (International Association for Counseling) Dione Misfud,  agli interventi del Presidente del comitato scientifico di A.N.Co.Re., Enrico Cheli, di docenti universitari membri del Comitato Scientifico e del collegio dei Probiviri di A.N.Co.Re., Fabrizio Maimone, Maria Donatella Caramia, Piera Giacconi, Rolando Ciofi, e ai workshop condotti da professionisti esperti nelle persone di Stefano Cera, Eduardo Ricciardelli e Sara Vian e Giuseppe Truini nel ruolo di moderatore.

Due giorni intensi dove il tema della Creatività e dell’Espressività nella professione è stato osservato sotto diverse angolazioni e il contributo prezioso di ogni relatore ha indicato nuovi strumenti per vivere l’attività di counseling con sempre maggiore consapevolezza, entusiasmo, motivazione e professionalità.

Docenti universitari, professionisti e formatori hanno disegnato tratto dopo tratto, colore dopo colore la trama di un quadro che ha come protagonista la creatività nella relazione d’aiuto e la bellezza di questa professione nelle sue più diverse declinazioni, ottenendo come risultato un insieme di riflessioni tutte unite da un consistente abbraccio semantico ed epistemologico, carico di senso e significato.

Il Presidente dello IAC, Dione Misfud, con il suo intervento di domenica dal titolo Anania, Virgilio e il somaro del buon samaritano ha evocato diverse allegorie molto significative per delineare le caratteristiche del counselor. Quest’ultime sono centrate nell’ascolto profondo dell’altro, nell’empatia, nella fiducia nel cambiamento e nella responsabilità. Come Anania, la figura che accompagna lungo la via di Damasco S. Paolo durante la fase del cambiamento verso l’illuminazione, il counselor ha il compito di intervenire nel momento giusto per poi uscire dalla scena definitivamente. Ha il dovere di rappresentare una guida sicura come quella di Virgilio a cui non può mancare una caratteristica fondamentale: l’umiltà. Quale miglior modo per rappresentarla se non richiamando la figura del giumento che accompagna il malato nella parabola del buon samaritano?

Il counseling è un’arte. L’arte di saper costruire una relazione d’aiuto con il proprio cliente che passa per l’accettazione incondizionata senza giudizio e che si manifesta attraverso la capacità di sapersi prendere cura.  Concetto centrale questo, ripreso anche dall’intervento di Piera Giacconi Human Factor: alle origini della creatività che si è poeticamente soffermata sulle infinite potenzialità che l’essere umano ha dentro di sè e che può manifestare grazie alla consapevolezza profonda e alla conoscenza di se stesso. L’essere umano si conosce nella relazione con gli altri e con la natura. L’esplorazione dell’animo umano apre un varco verso le sue infinite potenzialità.

D’altro canto come emerge dall’intervento di Maria Donatella Caramia, “Neuroscienze, musica e creatività: la bellezza nella psiche” il nostro modo di essere al mondo e di pensare ha effetti sul DNA. Cos’è allora la creatività dal punto di vista delle neuroscienze? La creatività appartiene a quella parte trascendente, spirituale dell’essere umano capace di andare oltre il qui ed ora, trascendere appunto, abile nel trasformarsi talvolta in arte. E l’arte si compie attraverso gli atti.

Se parliamo di atti e di agire diventa allora interessante capire qual è il confine tra la creatività e il rigore, punto di partenza della riflessione di sabato, grazie all’intervento di Enrico Cheli “Creatività e rigore. Due opposti da conciliare per migliorare l’efficacia e ridurre gli effetti indesiderati” che ci ha mostrato la via ed il modo per raggiungere una sintesi dei due aspetti, al fine di conquistare un equilibrio sistemico e non un semplice accostamento dei due poli in nome di una maggiore efficacia dell’azione stessa.

Traslando il piano di osservazione nelle organizzazioni la creatività si arricchisce di un altro concetto che è l’utilità, come ha dimostrato con il suo lavoro Fabrizio Maimone “Creatività nelle organizzazioni, fattori facilitanti e ostacoli, il ruolo del counselor per favorire la creatività”.  La creatività diviene allora la capacità di dare risposta ad un problema ancora aperto in un contesto, come quello aziendale, fatto di dinamiche, emozioni e relazioni. È creativo ciò che è utile e che porta soluzioni.

É infine con la politica come ha sostenuto Rolando Ciofi in “Le forme della politica tra creatività e ragionevolezza” che la creatività trova pienamente spazio per assumere una forma sociale rivolta alle azioni da intraprendere in vista di un bene comune e di una vision collettiva.

A lavori conclusi, possiamo dire che emerge in tutta la sua potenza e bellezza il filo logico che ha unito in modo invisibile ma consistente tutti gli interventi in una visione centrata, profonda e innovativa di come la creatività e l’espressività sono il cuore pulsante della professione.

Dott.ssa Cinzia Cerbino
Responsabile Ufficio Stampa A.N.Co.Re.

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